C’è qualcosa di drammaticamente surreale nella reazione scomposta di gran parte del mondo politico e sindacale (ma anche dei mass media) di fronte al caso dell’Ilva di Taranto e al sequestro disposto dalla magistratura di sei impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico.

“Non un altro bambino, non un altro abitante di questa sfortunata città, non un altro lavoratore dell’Ilva, abbia ancora ad ammalarsi o a morire o a essere comunque esposto a tali pericoli, a causa delle emissioni tossiche del siderurgico”, ha osservato il giudice.

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