[pubblicato sul quotidiano l’Adige di Trento il 31 agosto 2010]

Zenone Sovilla

Mario Pasi moriva in un freddo pomeriggio di marzo sulle colline sopra Belluno. Dall’alto dei monti che cingono a nord la città dolomitica, i suoi compagni partigiani potevano osservare i corpi penzolanti del comandante Alberto Montagna – il nome di battaglia di Pasi – e di altri nove giovani. Era una delle innumerevoli rappresaglie naziste, in una provincia che viveva una resistenza particolarmente attiva e radicata. Quello stesso 10 marzo 1945, mentre al Bosco delle castagne impiccavano Pasi e compagni, sul versante opposto della Valbelluna, a sud della città, venivano massacrati sulle colline altri otto partigiani fra i quali i quattro fratelli Schiocchet.

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